IN STUDIO CON LAURA SANTAMARIA

 

Arte, tra spazio e tempo

Un meditativo viaggio spazio-tempo. Questo, in sintesi, il riassunto della visita allo studio di Laura Santamaria, luogo in cui il suo lavoro origina e da cui trascende energia, complice anche il coinvolgimento emozionale scaturito dalla conversazione con l’artista. L’elevato carico energetico è calmierato dall’aspetto meditativo: meditazione, sì, non solo nel pensiero che guida Laura, ma anche nella tecnica e nella connessa restituzione artistica, aspetto di cui lo studio stesso, condiviso con un centro olistico, è portatore. 

Benché Laura abbia un profilo fortemente internazionale, con esposizioni alla Whitechapel Gallery di Londra, al Kunstverein Neukölln di Berlino, al Museo de Arte Contemporáneo de la Fundación Gas Natural Fenosa e alla Herrick Gallery di Londra grazie alla collaborazione con London Trade Art, il suo studio si trova a Como, città d’origine dell’artista.

Lo Studio si presenta con le pareti spoglie al mio arrivo: Laura ricrea infatti in mia presenza un percorso atemporale, in cui l’evoluzione della ricerca assume rappresentazione attraverso il lavoro dell’artista, allestito dinamicamente creando uno storytelling sulle opere illustrate in una logica di continuum inverso: si parte dal lavoro più recente, esposto da maggio a luglio 2019 nell’ambito della mostra Cenere alla Galleria Daniele Agostini di Lugano, ripercorrendo poi  la produzione dell’artista dell’ultimo decennio a ritroso.

Il percorso è fatto di molteplici fattori, prevalentemente materici e primordiali, il cui dialogo all’interno dell’opera varia ed evolve, arricchendosi nel tempo di nuovi fattori, parallelamente ad un aumento della consapevolezza nell’utilizzo degli elementi stessi.

                                       

                                                     

                                                                                                                                  Lo studio di Laura Santamaria

 

Il colore, tra spirito e materia

Il fattore più preponderante dell’ultima fase di produzione di Laura è rappresentato dall’utilizzo del colore e dallo studio delle interazioni della luce all’interno dello stesso. In questo contesto, la dimensione materica assume sostanza grazie all’incontro con la dimensione spirituale: la scelta del colore non è infatti casuale, ma innata nell’artista, cui giunge grazie alla legge d’attrazione del suo spirito. Il colore rappresenta il punto di incontro tra l’ossessione per la materia, nella sua forma più pura, rappresentata dal pigmento, e la dimensione spirituale, che guida la scelta cromatica. A questa consapevolezza l’artista giunge dopo anni di ricerca artistica, studio ed approfondimento individuale. Sì, perché lo studio non è solo luogo di produzione e di conversazione, ma soprattutto di ricerca scientifica, e ne sono prova i numerosi libri con cui Laura accompagna le sue parole: solo per citarne alcuni, i più recenti spunti di riflessione provengono da “Studio sulla dottrina dei colori di Goethe” di H.O Proskauer, associato a “Becoming Invisible” di Ian Whittlesea, anche se la dottrina principe che guida la riflessione di Laura è quella dell’essenza dei colori di Rudolf Steiner, secondo cui le forze spirituali si nascondono nell'attività dei colori, rappresentando parte dell’animo.

La produzione più recente dell’artista si concentra su lavori color indaco, che rappresenta la vibrazione di luce con cui Laura ad oggi sente di risuonare a livello spirituale: a volte ciò accade con delle fluttuazioni di rosso, altre volte di azzurro, contaminazioni di cui il lavoro dell’artista offre visuale ed immediata restituzione. Il colore è ricercato e, soprattutto, creato da Laura grazie all’utilizzo del pigmento puro: il bianco è madreperla, il nero è grafite, dando vita, in associazione alla riflessione spirituale, ad opere in grado di rappresentare simultaneamente anima e materia nelle loro concezioni più primordiali.

Laura studia il colore e lo genera, ossessionata dall’utilizzo del pigmento puro. Come fosse un’alchimista, crea i colori partendo dai vari pigmenti, ordinatamente raccolti in boccetti in una sezione dedicata dello studio, e generati dalla materia più pura.

La ricerca sul colore ha avuto avvio grazie alla formazione con Davide Benati in Accademia di Brera, fino a una interiorizzazione e ricerca sempre più personale, che porta l’artista a sviluppare una sensibilità cromatica tale da creare colori in grado di entrare in vibrazione con la percezione visiva. 

Il culmine della ricerca teorica e pratica sul pigmento avviene grazie alla residenza al Museo De Arte Contemporaneo a Coruna, Spagna, in cui il lavoro dell’artista giunge a un’oscillazione cromatica intensa tanto quanto l’oscillazione dei pianeti, cui vi è diretto riferimento. Le opere, realizzate sia su supporti di carta che di legno e parte della mostra What Goes Around Comes to Art organizzata alla Herrick Gallery di Londra da London Trade Art, rappresentano pietra miliare nel lavoro dell’artista, essendo le stesse in grado di integrare il lungo percorso di ricerca e di rappresentarne visualmente l’evoluzione, costituendo affermazione dell’utilizzo consapevole del colore.

 

                                                                                

                                                                                                                               Lo studio di Laura Santamaria
 

La fiamma, tra paesaggio e sublime

Nella produzione precedente, il lavoro di Laura si basava prevalentemente sul connubio bianco-nero / ombra-luce, grazie all’utilizzo della fiamma, da cui origina la serie Blacksmokes, composta da circa trenta lavori di cui fa parte anche Hypnero, esposto alla Whitechapel Gallery di Londra nel contesto di London Open nel 2015. L’uso della fiamma nell’opera d’arte deriva dall’attrazione dell’artista verso il sole, che genera in lei una “pulsazione emotiva”. E ancora una volta si crea il collegamento con Steiner, secondo cui la scintilla è vita, mentre la partecipazione emotiva dell’uomo al paesaggio è il fuoco. Ed è proprio questo l’obiettivo di Laura: utilizzare la fiamma per dipingere un paesaggio, non rappresentando il paesaggio di per sé ma lo stato emotivo con cui si relaziona allo stesso. Sì, perchè l’arte contemporanea di Laura è un connubio di correnti artistiche storiche, arrivando ad associarsi alla pittura romantica per la sua capacità di esperienziare il sublime, rendendolo viva percezione e non solo un qualcosa che si legge nella storia dell’arte, offrendo restituzione di ciò che per l’artista rappresenta “quel turbamento, quel giramento di testa, quell’enfasi emotiva di quando una persona partecipa veramente al paesaggio”. In questo senso, è l’opera stessa a descrivere il coinvolgimento emotivo di Laura, in quanto il disegno con la fiamma avviene senza guardare al processo della pittura ma affrontando la stessa tramite una partecipazione meramente emozionale. L’opera si fa quindi da sé, grazie ad un complesso processo meditativo che ricorda gli antichi rituali primordiali.

 

Pigmenti, fuoco, pianeti, spiritualità, sublime, rituali… la visita allo studio di Laura è un viaggio intenso, visuale ed emotivo nel suo lungo percorso di artista, che offre un affascinante spiraglio della sua interiorità, brillantemente trasposta in opere d’arte che accarezzano l’occhio e il cuore.

                                                                              

Jessica Tanghetti - Luglio 2019

 

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Laura Santamaria (1976) vive e lavora tra Como, Lugano e Londra. Ha studiato scultura alla She Loughborough University School of Art and Design e Pittura all’Accademia di Brera.Le sue residenze includono Museo de Arte Contemporáneo, A Coruña, Spain (2017) V-I-R ViaFarini in residence, Milan (2018). È fondatrice e curatrice del progetto collaborativo "Drawings from Lightning". Mostre selezionate: MAC Museo de Arte Contemporáneo, A Coruña (2018), Open Studio, Via Farini, Milan (2018); International Day of Light, Morgue Project Space, Chelsea College, London (2018); Drawings from Lightning, MADEINBRITALY, London (2017); The London Open, Whitechapel Gallery, London (2015); Praestigium, Contemporary Artists from Italy, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin, (2015).


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